Assicurazione viaggio di lavoro all’estero: come proteggersi dagli imprevisti

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I viaggi di lavoro comportano spesso imprevisti che possono mettere a rischio la nostra salute e le nostre finanze, è quindi essenziale proteggersi con un’adeguata assicurazione per viaggio di lavoro all’estero.

Innanzitutto, quando ci troviamo fuori dall’Italia per motivi di lavoro, il nostro sistema sanitario nazionale non ci copre più. Ciò significa che se ci ammaliamo o abbiamo un incidente, dobbiamo pagare tutte le spese mediche di tasca nostra.

Considerando che un semplice accesso al pronto soccorso negli Stati Uniti può costare migliaia di euro, è facile capire perché una copertura assicurativa è fondamentale.

Le spese che l’assicurazione per viaggio di lavoro all’estero copre

Una polizza viaggio specifica per trasferte di lavoro solitamente copre:

Spese mediche e farmaceutiche in caso di malattia o infortunio
Spese per il trasporto sanitario verso un centro medico attrezzato
Rientro sanitario in Italia se necessario
Prolungamento del soggiorno per motivi medici
Rientro anticipato per gravi motivi familiari
Assistenza legale all’estero
Rimborso delle spese impreviste per ritardi o cancellazioni di voli
Inoltre, a seconda del pacchetto, possono essere incluse garanzie accessorie come il rimborso del bagaglio smarrito e la copertura in caso di danni accidentali a strumenti professionali come pc portatili o fotocamere.

Come scegliere la assicurazione per viaggio di lavoro all’estero più adatta

Per identificare l’assicurazione viaggio di lavoro migliore, occorre valutare diversi fattori:

Area geografica: verificare che la polizza sia valida per tutti i Paesi in cui ci si potrebbe recare
Massimali: scegliere coperture adeguate per le spese mediche e gli altri rischi
Durata: optare per una polizza flessibile in termini di giorni coperti
Franchigie: preferire franchigie basse per ridurre le spese a proprio carico
Esclusioni: controllare che non ci siano esclusioni rilevanti per la propria situazione
Inoltre è importante rivolgersi solo a compagnie assicurative autorevoli per essere sicuri di ricevere un risarcimento veloce ed equo in caso di necessità.

Cosa succede se non ci assicuriamo per un viaggio di lavoro

Cosa accade se partiamo per una trasferta di lavoro senza esserci assicurati adeguatamente? Ecco i principali rischi a cui ci esponiamo.

Innanzitutto, come accennato, qualunque spesa medica sarebbe completamente a nostro carico. Anche solo per acquistare dei medicinali da banco o pagare il ticket per una visita ambulatoriale. Figuriamoci per un ricovero o un intervento chirurgico d’urgenza.

In secondo luogo, se abbiamo un infortunio o una malattia grave, non potremo contare su un rimpatrio sanitario. Ciò significa rimanere bloccati all’estero finché non saremo in condizioni di viaggiare, con costi esorbitanti per il prolungamento forzato del soggiorno.

Terzo, rischieremmo di dover anticipare noi tutte le spese impreviste, ad esempio in caso di cancellazione del volo, furto del bagaglio oppure danneggiamento del pc aziendale. Si tratta di esborsi consistenti a cui poi è difficile ottenere un rimborso.

Infine, non avremmo alcuna tutela legale per gestire controversie di vario tipo durante la trasferta, e saremmo completamente soli ad affrontare eventuali cause o procedimenti all’estero.

In poche parole, viaggiare per lavoro senza assicurazione è un azzardo che ci espone a rischi economici davvero notevoli.

Alcuni consigli pratici per gestire al meglio l’assicurazione viaggio di lavoro

Vediamo quindi alcuni consigli pratici per sfruttare al meglio una polizza viaggio per trasferte aziendali:

Conservare copia di tutta la documentazione relativa alla polizza durante il viaggio, per agevolare eventuali pratiche di rimborso o assistenza
Controllare la copertura geo-politica effettiva prima della partenza, dato che le condizioni possono cambiare rapidamente
Portare sempre con sé i contatti di emergenza dell’assicurazione, ad esempio su smartphone e portafogli, per poterli utilizzare prontamente all’occorrenza
In caso di necessità di cure mediche, contattare prima possibile la centrale operativa dell’assicurazione per farsi indicare le strutture sanitarie convenzionate, onde evitare inutili costi aggiuntivi
Per spese impreviste di modesta entità, raccogliere con cura tutte le ricevute da presentare poi alla compagnia per ottenere il rimborso
Seguire scrupolosamente le procedure richieste dall’assicurazione per l’apertura e la gestione dei sinistri, onde evitare il rischio di vedersi negato o ridotto il risarcimento
Seguendo queste indicazioni e sottoscrivendo una polizza adeguata alle proprie esigenze, potremo partire sereni e godere appieno dell’esperienza della trasferta di lavoro all’estero, senza preoccupazioni per la salute o il portafoglio.

Assicurazione sanitaria negli USA e in altri PaesiExtraeuropei: cosa copre e cosa no

Per chi si reca negli Stati Uniti o in altre nazioni extra-europee per lavoro, è bene fare molta attenzione ai piani sanitari inclusi nella propria polizza viaggio aziendale.

Il motivo è che questi Paesi hanno costi medici e sistemi assicurativi radicalmente diversi dal nostro, quindi serve una copertura molto ampia e completa per evitare brutte sorprese.

In particolare, la polizza deve includere esplicitamente:

Infortunistica sul lavoro anche per attività extra-professionali e pericolose
Malattie preesistenti (altrimenti escluse dalle compagnie Usa)
Visite specialistiche e pronto soccorso anche per patologie banali
Farmaci anche da banco e non solo salvavita
Evacuazioni e rimpatri sanitari
Rimpatrio salma in caso di decesso
Bisogna poi controllare con cura eventuali massimali per le varie prestazioni e franchigie, onde evitare brutte sorprese.

Attenzione anche alle strutture convenzionate, che negli USA sono più costose rispetto al servizio pubblico (comunque non gratuito).

In sostanza la parola d’ordine è “verificare, verificare, verificare” ogni dettaglio della propria polizza prima di partire, perché oltreoceano ogni spesa medica è a carico del paziente e le cifre sono da capogiro!

Alcune storie esemplari

Per rendere l’idea, ecco alcune storie reali di manager italiani rimasti “fregati” durante trasferte di lavoro negli States:

Mario si è rotto una gamba scivolando sul ghiaccio ad Aspen, in Colorado. È stato operato e ricoverato 5 giorni. Conto: 23 mila dollari!

Anna ha avuto una colica renale mentre si trovava a Orlando, in Florida. Accesso al pronto soccorso, antidolorifici, esami: 1400 dollari.

Marco ha preso l’influenza mentre era a Chicago. Ha comprato dei farmaci in farmacia pensando bastasse l’assicurazione base. Errore: niente rimborso e 95$ spesi.

In tutti questi casi, se i malcapitati non avessero ampliato adeguatamente la copertura sanitaria prima del viaggio, si sarebbero ritrovati a pagare migliaia di euro di tasca propria con un enorme danno economico!

Come estendere la copertura assicurativa della propria azienda

Molte imprese italiane prevedono una polizza sanitaria collettiva o altre forme di copertura assicurativa per i propri dipendenti. Tuttavia, queste coperture ordinariamente non valgono o hanno massimali ridotti quando il personale si reca all’estero per lavoro.

Come fare quindi per colmare questa lacuna ed evitare di trovarsi scoperti durante le trasferte fuori dall’Italia? Ecco alcuni suggerimenti concreti.

Innanzitutto, la soluzione migliore è che sia l’azienda a stipulare una polizza ad hoc per i viaggi di lavoro oltreconfine, definita come appendice o estensione della copertura sanitaria standard dei dipendenti.

In alternativa, se l’azienda non se ne fa carico, il lavoratore può integrare personalmente la propria assicurazione, comunicando alla compagnia i giorni effettivi di permanenza all’estero così da ampliarne la validità.

Un’ulteriore opzione, infine, è che l’azienda rimborsi al dipendente i costi di una polizza viaggio stipulata ad hoc per quel Paese e periodo specifici. Questa soluzione è preferibile dal punto di vista del lavoratore, perché gli consente di scegliere in autonomia la copertura migliore per le proprie esigenze.

In ogni caso, il principio guida deve essere la massima chiarezza: prima della partenza, bisogna avere la certezza che la copertura sanitaria sia davvero operante anche fuori dall’Italia, senza limitazioni, esclusioni o ambiguità che potrebbero costare molto care.

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